SPECIALE SCUOLA

Con la riforma appena varata e le proteste di studenti ed insegnanti a tutti i livelli di insegnamento, dalle scuole elementari all'università, pubblichiamo da oggi uno speciale sulla scuola per fare un po' di chiarezza.
Troppe volte il governo ha strumentalizzato l'istituzione più importante di tutte all'interno di un Paese, dove si costruisce il nostro futuro, con affermazioni ciniche contro gli insegnanti e spesso contro gli stessi studenti. 
Altre volte si compiono azioni vergognose e quasi violente, come la "leghizzazione" della scuola di Adro, uno schiaffo vero e proprio a tutti coloro che non la pensano nello stesso modo, come dire "qui si sfornano ragazzi leghisti, se non vi piace, rinunciate alla scuola". 
Molti rinuncerebbero, ma "trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere" come affermò Piero Calamandrei.

Dunque si faccia chiarezza!

Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare da oggi in questa sezione, riflessioni, documenti e articoli a cura del Partito Democratico locale e nazionale.

GUARDIAMO AL FUTURO, CREDIAMO NELLA SCUOLA PUBBLICA!


Le contestazioni studentesche PDF Stampa E-mail
Scritto da PDNova   
Lunedì 20 Dicembre 2010 01:27
Anche le contestazioni alla riforma fanno parte, purtroppo, della lunga serie di reazioni alla pessima riforma Gelmini dell'università.

Dal sito del PD vi alleghiamo la rassegna stampa, e vi invitiamo a fare attenzione alle reazioni del governo morente, che tenta una specie di strategia della tensione, dedicata al tema.


C'è anche chi dalle file del governo soffia sul fuoco, sperando magari che si scatenino altre reazioni violente, ingiustificabili ed esecrabili, ma che per un Berlusconi in difficoltà sono la manna dal cielo. Tutti infatti si aspettavano che l'attenzione sarebbe stata spostata già il giorno dopo, dalla sfiducia evitata per un pelo, agli atti violenti di Roma.


 
Precari della scuola, una soluzione c'è PDF Stampa E-mail
Scritto da partitodemocratico.it   
Mercoledì 08 Dicembre 2010 16:06

"La nostra proposta, illustrata nel documento programmatico di Varese, è semplice e dirompente al tempo stesso: assumere a tempo indeterminato i precari della scuola sui posti vacanti"

Nei dieci punti sulla Scuola approvati dal Partito Democratico nell'Assemblea nazionale di Varese una delle questioni centrali affrontate riguarda la situazione dei precari della scuola. Scrivo 'situazione' e non 'problema', perché nella nostra visione della scuola, e quindi della società, non possiamo considerare un problema le migliaia di persone che, senza sicurezza del posto, senza riconoscimenti economici e di carriera, continuano con dedizione ad amare la scuola italiana. 

La nostra proposta, illustrata appunto nel documento programmatico, è semplice e dirompente al tempo stesso: assumere a tempo indeterminato i precari della scuola sui posti vacanti e, parallelamente, chiudere con gli organici di diritto e di fatto, e aprire una nuova fase, quella degli organici funzionali, in grado di rispondere alle esigenze reali delle scuole dell'autonomia, ai progetti didattici, alle sperimentazioni, ai bisogni degli studenti. 

L'ordine del giorno presentato dal gruppo PD al Senato, elaborato dalla senatrice Mariangela Bastico, è frutto di questo lavoro di riflessione e di analisi comuni, che si è avvalso anche dei conteggi elaborati dalla Flc-Cgil realizzati per l’Operazione Centomila, che dimostrano come si trarrebbero addirittura risparmi economici, senza parlare dei vantaggi in termini di qualità. 

Per il Partito Democratico assumere i precari della scuola significa dare stabilità reale a ciò che è già stabile -e cioè la spesa che lo Stato ogni anno affronta per ricoprire i posti disponibili; significa dare sicurezza a quei docenti (compresi quelli di sostegno) che da anni continuano a insegnare nonostante il licenziamento estivo, e significa dare garanzia di continuità didattica agli studenti. Non ci sono sembra poco.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Dicembre 2010 16:11 )
 
Altri tagli all'istruzione PDF Stampa E-mail
Scritto da PDNova   
Giovedì 28 Ottobre 2010 16:05
Ecco come il governo "sostiene" l'istruzione dei cittadini. Se ormai siamo tutti convinti che la prerogativa per dei cittadini liberi sia la scuola, adesso sappiamo dove vuole andare a parare il governo.

Nel 2011 il governo non ha previsto i fondi per rendere gratuiti i libri testo delle scuole dell’obbligo. Dopo il tentativo fallito in extremis dodici mesi fa, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ci riprova e cerca di far saltare una delle misure caratteristiche della scuola pubblica dal 1967, cioè il fondo per i libri destinato ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti, che serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. Il capitolo di bilancio della legge Finanziaria che prevede lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici è stato nuovamente tagliato e ridotto a zero per il prossimo anno.  Se le cose resteranno come sono, e non ci sarà uno stanziamento ulteriore nell’annunciato decreto di Natale, tutte le famiglie che mandano i bambini alle primarie (o che sfruttano il comodato d’uso gratuito nella scuola superiore) saranno costrette a sborsare i soldi per i libri di tasca propria.

 
La scuola che vogliamo PDF Stampa E-mail
Scritto da partitodemocratico.it   
Martedì 19 Ottobre 2010 09:56
La sintesi del documento approvato all'assemblea nazionale del PD: ecco come dev'essere la scuola secondo i Democratici.

Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni
Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.


Dare certezza di funzionamento alle scuole 
Ogni scuola deve poter contare su un triennio certo di programmazione.
Né organico di diritto, né di fatto, ma solo quello che serve a dare continuità all’insegnamento: assegnare un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia). 
Questo sistema comporta molti vantaggi a parità di spesa: il superamento del precariato scolastico; la programmazione certa dei fabbisogni di insegnanti e conseguente piano di reclutamento; la piena autonomia delle scuole nell’organizzazione della didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico dei ragazze e delle ragazzi.


Scuola primaria

Vogliamo l’estensione a tutto il Paese del tempo pieno e del modulo a 30 ore con le compresenze. 
È dimostrato che questo modello garantisce più alti livelli di apprendimento.


Definitiva attuazione del Titolo V

Gli uffici scolastici regionali trasferiti dal ministero alle Regioni, alle quali spetta definire il dimensionamento e il numero delle autonomie scolastiche, la distribuzione nel territorio delle scuole, le specializzazioni nella scuola superiore.
Passare dai livelli essenziali delle prestazioni (Lep) ai livelli essenziali degli apprendimenti e delle competenze (Leac) per garantire l’unitarietà dell’ordinamento dell’istruzione: un ragioniere di Torino deve avere le stesse competenze di uno di Trapani, competenze utili a raggiungere gli obiettivi di Lisbona e gli standard internazionali.


Formare e reclutare gli insegnanti di domani

Serve una terapia d’urgenza per il precariato, immettendo in ruolo a tempo indeterminato i posti che ora sono coperti con incarichi annuali e quindi già considerati nella spesa. 
Il personale scolastico deve restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica.
No alla chiamata diretta. 
Introdurre la formazione in servizio obbligatoria e certificata.


Lotta alla dispersione

Il tasso più alto di dispersione scolastica si ha tra gli 11 ei 16 anni. Servono quindi dei raccordi tra medie e biennio delle superiori che vogliamo unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli.
Obbligo di istruzione a 16 anni.
Realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti (a oggi ne abbiamo 11 su 20 Regioni).

Investire sull’istruzione tecnica e professionale di qualità

Armonizzare il sistema dell’istruzione, di competenza dello Stato con quello della formazione professionale, di competenza delle Regioni.
Il divario territoriale è una delle criticità più rilevanti, da affrontare con 
1) fissazione dei Livelli essenziali di apprendimento e competenze
2) la legge sull’apprendimento permanente
3) il riconoscimento, la validazione, la certificazione pubblica dei crediti e delle competenze e l’accreditamento delle strutture formative


Piano straordinario per l’edilizia scolastica

Due scuole su tre non sono a norma di legge.
In Italia solo il 46 % delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98 % della Germania, il 93 % della Francia e il 92 % dell'Inghilterra. 
Le risorse stanziate, anche dall’ultimo governo di centro sinistra, spesso non possono essere spese dagli enti locali per i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. Chiediamo per questo che dal patto vengano escluse le spese per l’edilizia scolastica.
 
Per capire di cosa si parla PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Apostolo   
Sabato 09 Ottobre 2010 14:33
Vi rimandiamo subito al documento steso dal PD che analizza la situazione generale sulla scuola e che mette in campo le proposte del nostro Partito.


Vi rimandiamo anche alla sezione scuola del sito del PD nazionale.
Ed ovviamente invitiamo tutti a seguire la vicenda dagli organi di informazione (quelli giusti!), di cui trovate il collegamento anche nella nostra sezione link-informazione.

A presto nuovi aggiornamenti!
Ultimo aggiornamento ( Sabato 09 Ottobre 2010 14:45 )
 
PDNova_Video

 


 

Dichiarazione del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani. Il leader del Pd attacca la gestione del problema immigrazione da parte del governo

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