Auspici per il 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da federica damilano   
Lunedì 28 Marzo 2011 10:04

Cosa mi aspetto dal 2011? Di tutto.

Questa volta vorrei partire guardando la realtà da una grande distanza, per intenderci mi è sempre molto piaciuta la similitudine fra l’intero arco della vita dell’universo e un anno: se l’universo avesse iniziato ad espandersi un anno fa, la specie homo sapiens sarebbe presente da meno di 7 minuti.

Questo ci da l’idea di quanto non solo un anno, ma la nostra intera esistenza, sebbene molto importante, sia ben poca cosa. Eppure: quante cose ha fatto l’essere umano in questi pochi minuti!


IL MONDO

Mi avvicino un poco, vedo una congiuntura economica, che è semplicistico ed inesatto definire crisi, frutto di uno sviluppo diseguale durato secoli, che ha accelerato l’accrescimento delle disparità in modo esponenziale nell’ultimo.

Era chiaro che prima o poi, come sempre nella storia, qualche paese sarebbe arrivato a competere economicamente con quelli dominanti, sta succedendo e questo provoca necessariamente un riassetto degli equilibri che comporterà un parziale impoverimento di quei paesi che fino ad ora godevano di un sistema di vita per moltissimi aspetti assurdo ed insostenibile.

La vera novità è che grazie alla tecnologia il mondo si è fatto più piccolo e il tempo ha accelerato, gli equilibri sono globali: quello che succede dall’altra parte del mondo ha ricadute pressochè immediate sulla mia vita quotidiana.Siamo ad un punto di svolta e la questione fondamentale secondo me è: le conquiste culturali e sociali degli ultimi due secoli sono una semplice ricaduta dell’aumento del benessere o sono un patrimonio di civiltà acquisito?

Mi spiego: i diritti di cittadinanza, tutto il welfare state, i diritti sindacali, il miglioramento della condizione femminile, la tolleranza fra le religioni… sono stati la semplice conseguenza di un arricchimento generale, di un progresso che sembrava inarrestabile, di una ricerca di profitto e benessere fine a se stessa, che tutto sommato ha fatto stare meglio un po’ tutti, ma quando le cose andranno male, come ora, verranno perduti, o sono conquiste consolidate, un vero patrimonio dell’umanità e le popolazioni che hanno avuto la capacità e la fortuna di creare questo patrimonio inestimabile avranno la lungimiranza necessaria per salvaguardarlo e renderne partecipe il resto del mondo?

Io credo che questa sia davvero la grande sfida dell’umanità nel prossimo futuro e soprattutto la grande sfida della politica, perché solo un’ottima politica potrà impedirci una sorta di medioevo moderno (poi magari l’anno prossimo finisce davvero il mondo e abbiamo risolto).

LA POLITICA NAZIONALE

E poi mi tocca avvicinarmi del tutto, rimettere i piedi sulla terra e constatare il livello di bassezza che sta toccando la politica made in italy. Anche su questo vorrei cercare di volare un po’ alto perché davvero non credo che più in giù di così sia possibile andare, ma da quest’anno bisogna aspettarsi di tutto.

Si fa largo in me il timore che il nostro sistema democratico non abbia antidoti a questa situazione e che il potere istituzionale e personale del Presidente del Consiglio, unito ad una disponibilità economica pressochè illimitata, lo rendano davvero inaffondabile ed al di sopra della legge. Quella faccia sorridente da bambino preso con le mani nella marmellata, ci dice ancora una volta che tanto lui se lo può permettere, si può permettere qualunque cosa e questo sugli italiani, tutto sommato, fa colpo. Il gioco di rispecchiamenti fra capo del governo e paese, un consenso che si trasforma in legittimazione e poi scivola nell’ammiccamento, fino ad una sorta di connivenza: “tanto sono tutti uguali (leggi: corrotti), almeno se voto lui qualcosina ce lo guadagno anche io, minimo, minimo posso evadere un po’ le tasse” è il vero problema di un sistema che ha perso nel profondo la sua cultura democratica. 

Anni di inefficienza del sistema democratico (non solo gli ultimi 20!), hanno rinforzato una prassi dell’arrangiarsi al limite delle regole, una logica del più furbo, che fa presto a sconfinare nella scorrettezza, anziché diffondere una cultura del bene comune, una logica virtuosa ed onesta del fare ognuno la sua parte per aumentare il benessere economico, sociale, culturale… della comunità.

Se il malcostume della politica: logiche di potere, lottizzazioni, favori, sprechi… è sicuramente l’origine del male, ora questa malattia non è più solo nella testa (intesa come classe dirigente in senso lato), ma si è diffusa in tutto il corpo. Mentre i nostri rappresentanti in Parlamento parlano di “dimissioni nell’interesse del Paese” di “rispetto della Costituzione” di “per il bene dell’Italia” di “gesto di responsabilità” penso con dispiacere che ormai per molti nostri concittadini queste parole non hanno più alcun valore.

Allora dovremmo pensare che non c’è più nulla da fare? No, no, c’è tutto da fare! La politica deve tornare a cercare la sua legittimazione laddove essa nasce, nel consenso e nel conseguente voto di cittadini che vanno compresi, incontrati, ascoltati. Solo una politica che partendo dal basso sappia portare nei palazzi i problemi e le istanze reali, raccolte nei territori da persone capaci di comunicare e disponibili ad incontrare le persone reali, nella loro interezza, non conosciute attraverso sondaggi che danno l’immagine solo di quello che vogliamo sapere noi: le domande importanti sono le loro!

Una vera democrazia, deve sempre tendere all’ ”onnicrazia” (governo di tutti) per rimanere realmente tale, pur nella necessità pratica di strutturarsi come rappresentativa. La politica davvero importante, oggi più che mai, non è quella che si fa a Roma, ma quella sul territorio, quella che facciamo noi militanti di ogni circolo. E oggi più che mai la situazione è in mano agli elettori, perché solo il loro voto può cambiare davvero le cose e in questo momento deciderà (c’è da aspettarsi che sia a breve) per molti anni a venire, quindi il nostro lavoro dei prossimi mesi sarà determinante e c’è da augurarsi che anche nei piani più alti del partito si sia capaci di scelte responsabili, ma anche coraggiose, in grado di conquistare la fiducia della maggioranza dei cittadini.

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE PER IL NOSTRO CIRCOLO

In questo senso va intesa la nuova organizzazione del nostro circolo in chiave il più possibile democratica e partecipativa. Siamo uno dei circoli più numerosi e attivi della Brianza, abbiamo forti rappresentanze negli organi istituzionali e di partito, siamo il partito di maggioranza in uno degli ormai troppo pochi comuni amministrati da una giunta di centro sinistra che, pur tra mille difficoltà, sta governando al meglio.Non so se è più l’orgoglio o il senso di responsabilità, di certo non sentirei di aver fatto fino infondo il mio dovere se anche una sola delle tante energie all’interno del partito andasse sprecata.

Se anche potesse esistere il Segretario ideale, con la possibilità di lavorare a tempo pieno per il partito, non credo che potrebbe comprendere appieno tutto ciò che accade a livello nazionale ed internazionale in tutti i campi del sapere e quindi a leggere con cognizione di causa sia le problematiche, sia le risposte politiche che il nostro partito elabora a livello nazionale, ad essere informato di tutto ciò che accade nel mondo e in città, a tenersi aggiornato sulle buone pratiche messe in atto su altri territori, ma soprattutto le soluzioni e le proposte avanzate da uno sarebbero necessariamente più limitate di quelle elaborate da due, che risulterebbero comunque meno complete di quelle pensate da 3, 10, 20, 100 persone. Uno solo, per quanto eccezionale (e io modestamente, non lo nacqui), non può, ma il partito ha tutte queste energie!

Prima di tutto c’è il coordinamento, che è attivissimo e lavora molto bene. Ma vorrei andare oltre, perché le potenzialità presenti in questo partito e nella nostra comunità, sono molte di più ed io, proprio per la fiducia che nutro nei confronti del mio coordinamento, sono certa che insieme potremmo riuscire a coinvolgere di nuovo quelle persone che possono essere interessate a far parte di questo processo di lettura della realtà, di ricerca di soluzioni e nuove possibilità di sviluppo della città, del Paese e di una cultura democratica e partecipativa nuova, che sappia promuovere informazione, conoscenza, consapevolezza, disponibilità e collaborazione fra soggetti singoli, ma anche gruppi, associazioni, movimenti, attivi sul territorio. Mettere in rete le diverse energie significa non lasciare che nessuna vada dispersa e moltiplicare l’effetto degli sforzi e del lavoro di ciascuno creando a cascata dei ritorni positivi per tutti.

L’unico vero antidoto alla politica del “ghe pensi mi” figlio della cultura della delega che porta poi, oltre alla perenne insoddisfazione e lamentela, spesso anche allo scambio di favori, ai clientelismi e di male in peggio fino a ciò che è sotto gli occhi di tutti, sia un ritorno alla partecipazione ed alla presa in carico della gestione della cosa pubblica da parte dei cittadini. Ovviamente ogni singolo cittadino vedrà solo il suo e allora ecco che entra in campo la politica con la sua capacità di aggregare ed orientare gruppi con interessi o caratteristiche simili per ipotizzare sviluppi futuri o trovare insieme possibili risposte ai problemi presenti. Ed è ancora la politica come governo che deve rendersi disponibile a raccogliere istanze e proposte, rispondendo con azioni concrete, valutabili nei loro effetti, unico meccanismo che consenta il riapparire della grande assente del nuovo millennio: la responsabilità.

Per questo insieme ad una segreteria partecipe ed entusiasta, abbiamo suddiviso i compiti del Partito in varie aree la cui supervisione è stata affidata a ciascun componente: quella più prettamente organizzativa a Claudio Schiavon (sedi, tesseramento, eventi e feste, campagne elettorali), la comunicazione ad Andrea Parma (Giornale, sito, rapporti con la stampa), l’area dei servizi (Servizi sociali, cultura, giovani e scuola) a Chiara Dal Molin, quella del territorio (lavori pubblici e edilizia privata; urbanistica, viabilità trasporti ecologia) ad Andrea Apostolo e quella che si occuperà di temi più economici (Commercio e attività produttive, bilancio e un osservatorio su crisi, lavoro e legalità) ad Amilcare Digiuni.

Ad ognuna delle sottoaree scritte fra parentesi corrisponde un responsabile che ha l’incarico di occuparsi di quel tema specifico formando un gruppo di lavoro (forum) il più possibile aperto sia a tutti gli iscritti che a coloro a cui interessano questi temi e vogliono approfondirne le problematiche, le scelte adottate e le proposte del PD in merito o dare il loro contributo attivo come cittadini che vivono la città e con competenze ed interessi specifici maturati nei vari ambiti della loro vita.Gli incontri dei forum, verranno comunicati via mail al coordinamento e a coloro che si iscriveranno alla newsletter, saranno pubblicati sul sito e nella bacheca della sede al Centro sociale Togliatti.

Ogni mese il coordinamento si riunirà per fare il punto della situazione e valutare le proposte e le istanze emerse dai gruppi. Qualora all’interno dei forum si elaborino anche dei documenti si potranno trovare sempre sul sito. I forum avranno anche la possibilità di interfacciarsi ed essere di supporto per l’amministrazione, dal momento che da un lato raccoglieranno dei feedback da parte dei cittadini, dall’altro elaboreranno proposte rispetto a temi proposti dai componenti, ma anche eventualmente, dagli stessi amministratori.

Mi auguro davvero che il Partito ed i cittadini colgano appieno questa possibilità di partecipare alla vita della città e di mettere in campo tutte le nostre migliori energie, perché è di questo che il Paese ha bisogno: che ognuno di noi nel suo piccolo si rimetta in gioco, pensando sempre a quella frase che ci dicevano da piccoli i nonni quando buttavamo a terra di nascosto le cartacce delle caramelle “Pensa se tutti facessero come te!”.Ricominciamo a pensare “se tutti facessero come me…” e facciamo tutto il possibile per poter completare la frase con “vivremmo proprio in un bel mondo!”

Buon 2011 a tutti.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Aprile 2011 19:37 )
 
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Dichiarazione del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani. Il leader del Pd attacca la gestione del problema immigrazione da parte del governo

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