CHE DISASTRO LA SCUOLA PDF Stampa E-mail
Assessore all'istruzione
Scritto da Rosaria Longoni   
Giovedì 08 Ottobre 2009 20:59
Esattamente un anno fa l’art.64 del D.L.vo n.112, convertito in legge n.133 del 6 agosto 2008 ha fatto intuire una manovra che, al paradigma educativo che ha da sempre caratterizzato la nostra scuola, si stava sostituendo solo ed esclusivamente un paradigma economico con l’obiettivo del contenimento e della riqualificazione della spesa.
Le misure scelte sono state geniali o diaboliche, sarà la storia a deciderlo, sicuramente pesanti per il mondo della scuola...
Ø REVISIONE DEGLI ORDINAMENTI SCOLASTICISCUOLA PRIMARIA: in un tempo scuola di 24 ore, introduzione del maestro unico (che insegna pure la lingua inglese) ed eliminazione delle compresenze.SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO: dalla riduzione dell’orario obbligatorio delle lezioni a 29 ore settimanali (da 32) ad un orario massimo per il TP di 36 ore.
Ø RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICAIn questo caso la strada scelta è quella del dimensionamento degli Istituti scolastici.
Ø Razionale utilizzo delle risorse umaneQui si punta alla riduzione delle compresenze e del personale ATA e a rideterminare il rapporto alunni/docenti e quello alunni/classi; a conti fatti si tratta di una riduzione di 87.341 posti di docenza e di 44.500 per il personale ATA. Dunque all’inizio di questo anno scolastico nella scuola italiana troveremo gli effetti certi della manovra estiva di Tremonti: riduzione del tempo pieno e del tempo prolungato, introduzione del maestro unico al posto del team di insegnanti, aumento del numero di alunni per classe, ridimensionamento della rete scolastica con la chiusura delle scuole nei piccoli comuni, meno risorse da destinare per il sostegno agli alunni stranieri e per quelli disabili.
A Nova la scuola primaria ha avvertito quest’anno uno scossone che, bene o male, è riuscita a fronteggiare cercando di fare scelte mirate alle richieste dell’utenza e salvaguardando un’organizzazione scolastica che funziona da sempre, certo con veri e propri salti mortali per le maestre impegnate in opere di raffinata ingegneria oraria per garantire supplenze, attività e servizi irrinunciabili. Esce invece con le ossa rotte la nostra scuola media, caratterizzata in quest’ultimo ventennio da un’offerta di un tempo prolungato che puntava ad un insegnamento individualizzato e motivante attraverso attività di compresenza e laboratori.Da quest’anno scolastico, non certo per scelta dell’utenza ma quale naturale conseguenza dei tagli gelminiani, sono spariti i laboratori in una scuola con un tempo ormai solo lungo e di non facile gestione.
Lo sconforto è grande: è sconcertante vedere smantellata una scuola che, a Nova Milanese, in Lombardia, è stata costruita nel corso di anni di sperimentazioni e sembrava aver raggiunto dei buoni risultati sia in termini di istruzione sia di formazione; una scuola fra l’altro che forniva un ottimo servizio ai genitori che lavorano e rientrano la sera nelle proprie case.
In questo quadro sarà ben difficile parlare di qualità della scuola pubblica, in quanto si è concentrati ora sulla sua sopravvivenza; così come le famiglie saranno obbligate a rivedere i tempi dell’organizzazione quotidiana da sempre modellata su quelli della scuola.Per le Amministrazioni locali dell’hinterland milanese, di qualunque colore esse siano, la preoccupazione, dopo gli attuali provvedimenti, è che i minori oneri per lo Stato si trasformino in nuovi impegni finanziari per gli Enti locali. Inoltre ciò che colpisce, in questa triste situazione, è che tutto questo sta accadendo con procedure caratterizzate da anomalie tali da mettere in dubbio la loro legittimità e senza il condiviso coinvolgimento delle autonomie locali.
A Nova l’impegno della nostra Amministrazione sul fronte scolastico è corale e sostenuto da una passione condivisa per la ricerca del bene comune. Infatti anche per quest’anno scolastico i nostri tecnici ce l’hanno messa tutta per realizzare gli interventi necessari cercando di rendere le strutture scolastiche più funzionali. 
Così nella nostra programmazione culturale annuale abbiamo optato per proposte, mostre ed iniziative che possano essere anche occasioni per istruire e formare i nostri ragazzi
Come insegna Don Milani, siamo convinti che si possa fare scuola in modi diversi, ma altrettanto seri e motivanti, grazie alla preziosa collaborazione dei nostri insegnanti con i quali metteremo in campo energie e impegno per garantire il successo formativo di tutti gli studenti, nonostante le esigue risorse a nostra disposizione e un governo che calpesta la scuola.
 
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Settembre 2010 12:20 )
 
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